
Dal 1° gennaio 2026 sono in vigore le nuove aliquote IRPEF e i nuovi scaglioni di reddito previsti dalla riforma fiscale.
Negli ultimi anni, si è assistito a una graduale riduzione delle fasce di reddito e relative aliquote: fino al 2021 l’IRPEF prevedeva 5 aliquote diverse, diventate 4 con la Finanziaria del 2022. Nel 2023 si è scesi a 3. Oggi vengono mantenuti i 3 scaglioni, con una riduzione del 2% dell’aliquota intermedia, che interessa i redditi tra i 28.000 euro e i 50.000 euro.
Il pagamento dell’imposta è dovuto, salvo proroghe, con il meccanismo di acconto, in una o due rate, e di saldo; in questo caso va versato il saldo relativo all’anno precedente e un acconto relativo all’anno in corso.
L’acconto va versato in una o due rate, in base all’importo da pagare:
Nel caso di applicazione degli ISA e per i forfettari, il pagamento dell’acconto è in due rate uguali pari al 50% dell’importo totale dovuto.
Il saldo dell’anno precedente va versato entro il 30 giugno, insieme alla prima rata di acconto.
La prima rata di acconto e il saldo possono essere versati in rate mensili. La seconda rata dell’acconto deve essere pagata in un’unica soluzione.
Gli scaglioni IRPEF previsti dalla nuova Legge di Bilancio 2026
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Reddito imponibile |
Aliquota irpef |
Differenza rispetto al 2025 |
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Fino a 28.000 € |
23% |
23% |
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Da 28.001 € a 50.000 € |
33% |
35% variata (-2%) |
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Oltre a 50.000 € |
43% |
43% |
Per i contribuenti con un reddito complessivo superiore a 200.000 euro non c’è alcun beneficio. È stato introdotto, infatti, un taglio di 440 euro (pari all’ammontare del risparmio massimo che l’applicazione della nuova IRPEF prevede) sul totale delle detrazioni che spettano per tutti quegli oneri interessati dalla detraibilità del 19% (con poche eccezioni, come per esempio le spese sanitarie).
Il reddito imponibile è dato dalla somma di tutti i redditi (reddito d’impresa, reddito da lavoro autonomo, redditi dei fabbricati, altri redditi…) a cui vanno sottratti le eventuali deduzioni per l’abitazione principale e gli oneri deducibili (es. i versamenti INPS commercianti).
Il dato del reddito imponibile è indicato nella dichiarazione dei redditi, quadro RN, rigo RN4.
Quale risparmio con le nuove aliquote IRPEF 2026?
Nella tabella di seguito si riporta il confronto l’imposta IRPEF 2025 con quella del 2026, per fasce di reddito. Il risparmio massimo previsto con la nuova Finanziaria aumenta progressivamente con l’aumentare del reddito complessivo ed è fissato in 440 euro.
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REDDITO ANNUO |
IMPOSTA 2025 |
IMPOSTA 2026 |
RISPARMIO ANNUALE |
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25.000 € |
5.750 € |
5.750 € |
0 € |
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30.000 € |
6.150 € |
6.110 € |
40 € |
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35.000 € |
8.890 € |
8.750 € |
140 € |
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40.000 € |
10.640 € |
10.400 € |
240 € |
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50.000 € |
18440€ |
18.000 € |
440 € |
Come calcolare l’IRPEF dovuta nel 2026?
Facciamo qualche esempio pratico su 3 fasce di reddito: 25.000 euro, 35.000 euro e 60.000 euro.
Nel caso di un reddito complessivo annuo di 25.000 euro, l’IRPEF da calcolare rientra interamente nel primo scaglione di tassazione, pari al 23%. Senza alcuna variazione di imposta rispetto al 2025.
In caso di un reddito complessivo annuo di 35.000 euro, l’Irpef da calcolare interessa i primi due scaglioni: fino a 28.000 euro il 23% (€ 6.440) e per l’eccedenza dai 28.000 euro fino ai 35.000 (7.000 euro) il secondo scaglione, pari al 33% (€ 2.310). La tassazione IRPEF complessiva sarà di 8.750 euro contro gli 8.890 euro del 2025.
Su redditi oltre i 50.000 euro, sono interessati tutti e tre gli scaglioni e si arriva al massimo del risparmio previsto dalla nuova finanziaria per l’IRPEF, come si diceva, pari a 440 euro.
Agenti di commercio in regime forfettario?
Nulla cambia per gli agenti di commercio in regime forfettario che mantengono l’aliquota fissa del 15% (in alcuni casi del 5%) come imposta sostitutiva di IRPEF, IRAP e addizionali regionali e comunali.