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50&PIU' FENACOM: CON IL SERVIZIO CIVILE GLI ANZIANI SONO UNA RISORSA

Attività di sorveglianza presso le scuole, assistenza domiciliare, custodia e vigilanza di musei e parchi pubblici, ma anche insegnamento nei corsi professionali o tutoraggio nei percorsi formativi di collegamento tra la scuola ed il mondo del lavoro. Questi gli ambiti sui quali si vogliono impegnare prossimamente i soci della 50&Più Fenacom di Vicenza.
Nei giorni scorsi il presidente Fiorenzo Marcato ha scritto una lettera a tutti i sindaci della provincia di Vicenza per informarli della disponibilità a collaborare da parte dell’associazione, una disponibilità oggi rafforzata dalla recente approvazione della legge regionale sul servizio civile per gli anziani. “E’ una norma importante sul fronte della cittadinanza attiva – afferma Marcato -: prevede infatti che gli enti locali, anche attraverso associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà, possano impiegare i pensionati che hanno compiuto sessant’anni e che non prestano attività lavorativa subordinata o autonoma, in attività socialmente rilevanti. E’, finalmente, un riconoscimento del fatto che gli anziani sono una risorsa – continua Marcato -, e che sono una delle principali ricchezze di ogni società evoluta, soprattutto per la vastità di conoscenze e di capacità da utilizzare a servizio di tutta la comunità e in particolare dei più giovani”.
In questo senso la 50&Più Fenacom di Vicenza, che conta in provincia quasi 6mila soci, è stata tra i precursori di questo tipo di impiego degli anziani. Già da alcuni anni specifici corsi per apprendisti organizzati dalla Confcommercio di Vicenza vedono l’apporto di esperienza e professionalità fornito dai soci della Fenacom, chiamati ad un ruolo di “testimonial” e di esempio per chi oggi vuole imparare il mestiere.
Questa sperimentazione diventa quindi un punto di partenza per sviluppare ulteriormente l’impegno degli anziani nella società civile. Anche perché la Regione prevede ora, grazie alla L.R. 9/2010 pubblicata nel Bur lo scorso 26 gennaio, che l’affidamento del servizio civile agli anziani avvenga mediante un contratto di diritto privato, con uno specifico compenso (pur non configurandosi come un rapporto di lavoro vero e proprio) e con una specifica copertura assicurativa contro gli infortuni e di responsabilità civile per chi è impegnato in questi compiti di utilità sociale.
L’auspicio è che gli enti locali sappiano cogliere questa opportunità affidandosi alla saggezza, capacità ed entusiasmo di tanti anziani che vivono nelle nostre città e nei nostri paesi.
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