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mercoledì 07 febbraio 2007

SCIOPERO DEI GESTORI DI IMPIANTI DI CARBURANTI A VICENZA ALTISSIMA L’ADESIONE

Secondo i dati raccolti dalle strutture territoriali della Confcommercio di Vicenza, l’adesione dei 313 gestori vicentini di impianti di carburanti allo sciopero proclamato dalle organizzazioni nazionali di categoria, nella giornata odierna, è stata pressoché totale. In città, ad esempio, su 58 aree di servizio solo 3 sono rimaste aperte e analoga è la situazione in provincia.
I dati confermano in pieno l’andamento nazionale che vede chiusi il 90% del totale degli impianti della rete distributiva di carburanti. La categoria sta dando, quindi, una risposta forte alla necessità di far fronte comune contro il disegno di legge Bersani, un provvedimento dietro il quale i benzinai vedono nascondersi benefici soprattutto per la grande distribuzione organizzata e non le condizioni per poter ridurre i prezzi dei carburanti alla pompa.
“I gestori vicentini hanno aderito compatti e decisi alla protesta, condividendone in pieno le motivazioni – commenta Gastone Vicari, presidente provinciale della Figisc (Federazione Italiana Gestori di Impianti di Carburanti) – Confcommercio -. La chiusura degli impianti è una scelta necessaria per garantirci un futuro. Non è, come si vuol far credere, che non vogliano la liberalizzazione. Il settore è già liberalizzato dal 2000 dallo stesso ministro Bersani. Chiunque oggi può aprire un distributore, basta che rispetti le norme. Le motivazioni vere dello sciopero hanno, invece, per obiettivo di mettere tutti gli operatori sullo stesso piano, ovvero di garantire anche ai gestori le opportunità oggi riservate solo ad operatori privilegiati, come la grande distribuzione organizzata e le pompe bianche. Loro possono, infatti, rifornirsi nel mercato extra rete a prezzi molto più bassi di quelli applicati a noi gestori dalle compagnie petrolifere, verso le quali abbiamo l’obbligo di acquistare i carburanti in via esclusiva. Solo garantendo a tutti le stesse modalità si può creare la vera concorrenza sui prezzi delle benzine ed esserci così un effettivo vantaggio per i consumatori. E questo senza mettere in pericolo la rete di distribuzione di carburanti esistente, che fino ad oggi ha svolto un servizio valido e capillare su tutto il territorio”.

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