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martedì 01 marzo 2005

DIETRO IL BANCONE, I MAGHI DEL COCKTAIL

Dietro il bancone dei veri maghi per cocktail spettacolari. E’ proprio il caso di definire così i professionisti dei drink che utilizzano contemporaneamente più bottiglie, shaker, bicchieri di frullatore, cubetti di ghiaccio, frutta varia, cannucce, bicchieri, insomma tutto quello che può girare e volare per aria per comporsi poi in invitanti cocktail. Si tratta dei bartenders, ossia una categoria di barman, specialisti nello show, che usano la tecnica americana del bartending per intrattenere con movimenti appropriati e tanta tecnica la clientela nei locali serali e notturni, dai quali, fra l’altro sono sempre più richiesti.
Quindici nuovi aspiranti a tale professione hanno concluso ieri, lunedì 28 febbraio, il corso base di barman-freestyle, organizzato dall’Esac-Confcommercio presso la propria sede di Vicenza. E si è trattato di una conclusione ad effetto, con i partecipanti chiamati a mettere in pratica, per il test di valutazione finale, tutti i segreti appresi in venti intensissime ore di formazione in cui si è spaziato a tutto campo nelle tecniche che fanno di un barista un vero bartender, con tanto di attestato di frequenza. Ed ora si replica, con il prossimo corso in calendario nel mese di aprile, sempre nella sede della Confcommercio.
Questi corsi sono rivolti sia ai dipendenti o titolari di pubblici esercizi che vogliono approfondire questo nuovo, ma sempre più attuale e diffuso, metodo di servizio dei drinks, sia ai giovani che vogliono acquisire, in modo corretto e sicuro, tutte le tecniche ed i movimenti che caratterizzano questo mestiere. Perché di vero e proprio mestiere si tratta, fatto di conoscenze tecniche - che vanno dalla psicologia di vendita alle tecniche di versaggio, dalla merceologia alle tecniche di preparazione dei drinks – ma fatto anche di arte e di amore per lo spettacolo. In questo senso si inserisce l’apprendimento dei così detti “bar tricks”, piccoli trucchi di magia mirati a divertire ed intrattenere il cliente. E poi ecco i movimenti flair (working flair ed exhibition flair), quelli cioè che incantano i clienti dall’altra parte del bancone con vere e proprie performance da giocoliere.
L’interesse dei partecipanti al corso appena concluso e dei prossimi allievi che già hanno preso contatto con il servizio formazione della Confcommercio di Vicenza (sono già quasi complete le iscrizioni alla prossima edizione) confermano la validità del percorso formativo adottato, che prevede una serie di lezioni teoriche abbinate a una parte pratica, su postazione individuale attrezzata, nella quale vengono approfondite le tecniche di lavoro e i movimenti di intrattenimento della clientela. Il corso, come detto, si conclude poi con un test di valutazione, utile al rilascio dell’attestato di frequenza, che quasi sempre si trasforma in una vera e propria performance in cui allievi e maestri fanno a gara per le esibizioni più fantasiose.


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