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lunedì 25 giugno 2001

TURNAZIONE DEI PUBBLICI ESERCIZI? C’E’ GIA’

Pozzan all’assessore Faresin: si sta creando un problema inesistente
Dura presa di posizione dell’Ascom sulle chiusure domenicali dei locali in centro

I titolari di bar e ristoranti del centro storico non vogliono sentire parlare di turnazione di apertura nei giorni festivi, tant’è vero che nelle ultime due riunioni indette dall’assessore Marco Faresin per illustrare la proposta agli operatori, in pochissimi si sono presentati all’appuntamento. Il motivo? Secondo le vigenti norme in vigore per i pubblici esercizi, spetta ai titolari dei locali scegliere il giorno in cui effettuare il turno di chiusura obbligatorio, più un’eventuale altra mezza giornata di chiusura. Pertanto, ognuno fissa la chiusura del locale a seconda dei ritmi di lavoro e della convenienza economica di tenere aperto in determinate giornate. Attualmente, in base ai flussi di clientela e alla tipologia dell’esercizio (ad esempio, bar o tavola calda frequentati in maggioranza da persone che lavorano in centro e che usufruiscono del pasto veloce nella pausa pranzo, piuttosto che locali che attirano clienti di passaggio), la metà circa degli 80 locali presenti nell’area più centrale della città (compresa tra Porta Castello, Ponte San Michele, Piazza Matteotti e Contrà Pedemuro San Biagio) restano aperti la domenica e chiusi, solitamente, il lunedì. Per i titolari dei pubblici esercizi del centro, più volte riuniti nella sede della Confcommercio per discutere la questione, la rete esistente di locali con servizio di ristorazione e di somministrazione di bevande nei giorni festivi, è, quindi, perfettamente in grado di soddisfare le esigenze dei turisti o di chi si reca in centro per una semplice passeggiata. La turnazione di apertura festiva imposta o, comunque, non in sintonia con i ritmi propri di ciascun locale è per la stragrande maggioranza degli operatori un’ipotesi da non prendere in considerazione.
“Il problema che si pone l’assessore Faresin di assicurare ai cittadini e ai turisti idonei livelli di servizio nei giorni domenicali – spiega Luciano Pozzan presidente Ascom della sez. 1 – è un falso problema, in quanto parte da presupposti sbagliati: innanzitutto, non è vero che in centro non ci sono bar e ristoranti aperti; secondo, non si può obbligare il titolare a tenere aperto il locale la domenica quando sa che l’incasso non basterà nemmeno per coprire il costi del personale.
La realtà è che i locali aperti di domenica ci sono, solo che la gente, e tanto più i turisti, non sanno dove sono. Da anni abbiamo proposto il ripristino della segnaletica commerciale e di altri interventi di miglioramento dell’accessibilità e della vivibilità del centro storico sia per i cittadini che per coloro che frequentano la città per turismo. Esiste per questo uno strumento specifico, il Piano di Marketing per il centro storico, con l’indicazione degli interventi prioritari, ma le idee e le proposte in esso contenute sono da tre anni a questa parte lettera morta”.
“Il rilancio del centro storico – sottolinea Pozzan - non è quindi un problema di esercizi pubblici aperti o chiusi di domenica, ed è assurdo credere che la gente frequenti di più il centro città solo perché c’è qualche locale in più aperto la domenica. Per dare più atttrattiva al cuore della città ci sono ben altre priorità: c’è da rivedere l’illuminazione, sistemare le strade, dare al “salotto buono” un arredo più consono, insistere con sempre più impegno nella promozione turistica della città, creare una migliore accessibilità al centro storico. Sono tutti interventi che, ripeto, sono elencati nel Piano di Marketing presentato nel 1997 proprio per facilitare l’obiettivo di un efficace rivitalizzazione del centro. Credo che prima di chiedere l’impegno degli operatori commerciali, l’amministrazione debba necessariamente dimostrare di fare la sua parte: sarebbe un sicuro incentivo per stimolare la riorganizzazione delle attività nella direzione auspicata dall’amministrazione stessa”.






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