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lunedì 08 aprile 2002

IN ARRIVO CARTELLE PAZZE DALL’INPS

La storia, o meglio il tormentone, si ripete. In questi giorni a casa di artigiani, commercianti e quanti altri sono iscritti alla gestione separata stanno arrivando da parte dell’Inps nuove richieste di pagamento e cartelle esattoriali. Insomma, giusto il tempo di archiviare gli “inviti” bonari ricevuti lo scorso ottobre, ed ecco, che ne arriva un’altra ondata. E anche questa volta, molte delle somme richieste sono prive di qualsiasi fondamento.
Il rischio “cartelle pazze” è, quindi, non solo possibile, ma elevato dato che l’Istituto di Previdenza ha spedito in tutta Italia ben 100mila cartelle esattoriali, con un’azione mirata al recupero coattivo delle omissioni contributive sui redditi e compensi percepiti nel 1998, relative cioè alle cifre dichiarate in Unico 99. Ma c’è un dato di fatto che, in una tale situazione, rende alquanto complicata e, quindi, come possibile fonte di errori, l’azione di recupero messa in moto dall’Inps.
La normativa della riscossione determina, infatti, una sorta di dicotomia, visto che, secondo l’articolo 1 del decreto legislativo 462/97, è solo l’Amministrazione finanziaria ad avere competenza in materia di imposte dirette. Ne consegue che deve essere la stessa Amministrazione a recuperare le somme relative alla quote eccedenti il minimale, mentre all’Inps spetta invece il compito di verificare i contributi fissi e tutta l’operazione di riscossione.
Come è avvenuto nell’autunno scorso, in una tale situazione, molte di queste richieste di pagamento risultano infondate e quindi errate. Parecchi casi si riferiscono, infatti, a periodi contributivi per i quali sono stati fatti condoni, oppure a versamenti acquisiti e registrati solo parzialmente. Addirittura i contribuenti che avevano pagato la cartella esattoriale ricevuta l’anno scorso si vedono recapitare un nuovo avviso di pagamento identico al precedente. Insomma un “déja vu” che minaccia di innescare una nuova serie di ordinari disguidi e le immancabili code agli uffici, in generale per situazioni facilmente risolvibili con l’Istituto previdenziale, ma che fanno perdere molto tempo e provocano proteste a raffica.
E’ per questo che la Confcommercio invita i contribuenti a rivolgersi ai proprio uffici provinciali e mandamentali per l’operazione di verifica e controllo delle somme richieste; basterà portare con sé le denuncie dei redditi e i pagamenti relativi al periodo a cui la cartella esattoriale si riferisce e l’Associazione provvederà a controllare e chiedere all’Inps la sospensione, la revoca, oppure lo sgravio delle partite debitorie non dovute, o ancora la dilazione di pagamento dei debiti iscritti a ruolo.


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