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REBECCA: TASSA DI SOGGIORNO,
UNA PROPOSTA IRRICEVIBILE
Il presidente di Confcommercio Vicenza: “Non è certo con la tassa di soggiorno che si aiuta il turismo e non è con l’imposizione di nuove tasse che si attua il federalismo”
Comunicato del 1. febbraio 2011
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“Il comparto del turismo non si merita un nuovo balzello antico e iniquo come quello proposto con il decreto sul federalismo fiscale municipale” è il perentorio giudizio di Sergio Rebecca, presidente della Confcommercio di Vicenza, nonché vicepresidente della Confederazione nazionale, quando gli si chiede un parere sull’ipotesi di reintroduzione della tassa di soggiorno.
Sulla base di quanto si va deliberando in sede di definizione del provvedimento sul federalismo, il settore turistico-ricettivo potrebbe essere gravato da una tassa di soggiorno compresa tra 50 centesimi e 5 euro, a seconda della tipologia della struttura. “In pratica una nuova tassa – continua Rebecca - di cui gli albergatori diverrebbero sostanzialmente esattori per conto dello Stato, un nuovo balzello che inevitabilmente finirebbe per essere a carico dei turisti. Gli italiani poi, finirebbero per pagare due volte: una volta pagando le tasse come cittadini, un’altra volta come turisti. Ma questa nuova imposizione non farebbe altro che ridurre la competitività e comprimere le potenzialità di un settore che, invece, dovrebbe essere visto come la vera, grande risorsa del nostro territorio”.
Il presidente di Confcommercio Vicenza ritiene, quindi, pienamente legittime le proteste sollevate sulla questione dagli albergatori, che hanno anche annunciato contestazioni più clamorose qualora prendessero corpo le ipotesi di ripristino della tassa di soggiorno, ovvero la stesso “balzello” abrogato nel gennaio 1989 perché ritenuto un irrazionale costo a carico delle imprese ricettive, nonché un gettito irrilevante in rapporto ai costi di esazione.
“Non si capisce più, se per il Paese il turismo è un investimento per lo sviluppo o semplicemente un barile da cui si sta grattando il fondo, rischiando irrimediabilmente di mandarlo in pezzi – dice Rebecca -. Alla fine, infatti, la nuova tassa andrebbe a gravare solamente su chi alloggia negli alberghi tradizionali, con l’effetto di avvantaggiare tutte le altre forme di accoglienza più o meno sommerse. Non solo: se è vero, come tutti sanno, che i costi legati all’afflusso turistico nelle città d’arte o nei comuni sono dovuti per la massima parte al turismo escursionistico giornaliero e di passaggio, che senso ha penalizzare coloro che scelgono di soggiornare in albergo?”
“Il turismo è un comparto che andrebbe sostenuto con scelte di ben altra portata proprio per le enormi potenzialità tutt’ora lasciate inespresse – sottolinea Rebecca -. Agire per la crescita del settore e delle imprese che ne fanno parte comporterebbe infatti un aumento del gettito fiscale e un forte impulso all’occupazione”.
Sull’intesa del Ministro del Turismo, Michela Brambilla con il collega alla Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, finalizzata all'introduzione nel provvedimento di ''specifiche misure di sostegno alle strutture ricettive'' a fronte dell'introduzione della nuova ''tassa di scopo'', il presidente della Confcommercio di Vicenza dice chiaramente: “ La sostanza non cambia: si tratta di una tassa che si aggiunge ad una imposizione fiscale già ai massimi livelli, che potrebbe infliggere il colpo definitivo alle tante imprese del settore già da qualche anno in sofferenza per gli effetti disastrosi della crisi, ma che tenacemente continuano l’attività, senza alcun intervento di sostegno e senza alcun piano strategico per il turismo in genere. Non è questa la direzione giusta; non è certo con la tassa di soggiorno che si aiuta il turismo e non è con l’imposizione di nuove tasse che si attua quel federalismo che noi auspichiamo”.
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