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venerdì 28 settembre 2012

MODIFICHE VIABILISTICHE: COSI’ VARIATI DA’ IL COLPO DI GRAZIA AL COMMERCIO DELLA CITTA’
I sette presidenti Confcommercio delle sezioni cittadine lanciano l’allarme: il Sindaco vuol far cambiare abitudini ai vicentini? Nel frattempo i negozi chiuderanno e sarà una perdita irreparabile
Comunicato del 28 settembre 2012

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO
“O il sindaco Variati individua con i commercianti interventi correttivi sui cambi viabilistici in città, in corso o programmati, oppure nel giro di pochi mesi è prevedibile che una quota significativa delle 1.700 attività collocate fuori dal centro storico di Vicenza, che danno lavoro almeno a 5.600 persone, saranno destinate a chiudere, poiché i clienti non avranno più la possibilità di accedervi agevolmente”. E’ l’allarme lanciato dai sette presidenti delle sezioni territoriali di Confcommercio Vicenza, riuniti ieri nella sede dell’associazione per un incontro urgente sulla situazione che si sta determinando nel commercio con l’avvio dei lavori previsti dal Piano Urbano della Mobilità.
“La situazione è molto critica: l’attenzione è ora concentrata su viale Verona, viale Trieste e Anconetta, Viale della Pace, ma tutti i commercianti collocati nei principali assi viari della città e nei quartieri sono fortemente preoccupati per il loro futuro”. Così Matteo Trevisan, presidente della delegazione Confcommercio di Vicenza (oltre che del centro storico) riassume quanto emerso nella riunione con i presidenti delle altre sezioni territoriali cittadine: presenti Nicola Piccolo, Fabrizio Cristofani, Silvio Cerin, Michele Valentini, Massimo Furegon, Bruno Baggio. “Qui si sta dando il colpo di grazia al piccolo e medio commercio della città – prosegue il presidente Trevisan -. solo per mettere in atto un piano della mobilità che non considera la rete commerciale esistente e le sue esigenze. Anzi, nel piano i negozi sono considerati esplicitamente un “disturbo”! Non è accettabile che l’Amministrazione persegua l’obiettivo di creare piste ciclabili e corsie preferenziali per gli autobus senza tener minimamente conto che, se non trova anche alternative per la sosta a servizio dei negozi, va a distruggere il commercio di prossimità”.
Al centro della riunione, oltre all’analisi delle linee guida del P.U.M. e degli interventi viabilistici in corso, anche i risultati di una rilevazione, effettuata dagli stessi commercianti, sui comportamenti della clientela che frequentano i negozi nella zona di Anconetta e viale Trieste, interessati da una recente modifica viabilistica che ha tolto i parcheggi a ridosso delle attività per far posto ad una pista ciclabile e ad una corsia preferenziale del bus. Rilevazione che presto sarà estesa anche ad altre zone.
Dai questionari che 42 attività hanno fatto compilare ai loro clienti (per un totale di 310 persone) è emerso che il 45% dei consumatori giunge nei negozi da una distanza che generalmente non prevede l’uso della bicicletta (31% percorre dai 5 ai 10 chilometri e il 14% più di 10 chilometri) e che si tratta più di una clientela “di passaggio” che stanziale. E, infatti, ben l’81% dichiara di giungere in negozio in automobile, il 7% in bicicletta, il 10% a piedi e solo il 2% in autobus.
La scelta di utilizzare l’automobile e non altri mezzi è motivata dal fatto che la persona si serve dell’auto anche per altri spostamenti (62%): principalmente per lavoro, per fare altre commissioni, o per accompagnare i figli a scuola. Si tratta, sostanzialmente, di quelli che il P.U.M definisce “spostamenti a catena multipla”, per i quali lo stesso piano sottolinea “l’evidente difficoltà a completare la “catena” utilizzando il trasporto pubblico”. Infatti, alla domanda del questionario “se venissero tolti i parcheggi a servizio di questo negozio, costringendola ad usare altri mezzi per raggiungerlo, cosa farebbe?” il 71% dei clienti ha risposto: cambio negozio, con uno accessibile con l’auto! Alla domanda: “E’ d’accordo che per realizzare la pista ciclabile e la corsia preferenziale per gli autobus vengano eliminati alcuni posti auto a servizio delle attività commerciali?” il 95% ha risposto no. Il 5% di sì.
“Non ci vuole un grande esperto di mobilità per capire quale sarà il comportamento dei vicentini una volta completato il nuovo assetto viabilistico – sottolinea il presidente Trevisan -. I cittadini prenderanno l’auto e se ne andranno dritti dritti negli ipermercati e nei centri commerciali, dove trovano parcheggi gratuiti e a ridosso dei punti vendita: così tanti negozi in città abbasseranno le serrande. Ma Variati si rende conto che ogni attività chiusa significa intere famiglie di lavoratori “sulla strada”? E che questa sarebbe una perdita irreparabile per Vicenza perché, chiediamocelo, chi è così pazzo da riaprire dove attività storiche hanno gettato la spugna?”.
 “Non abbiamo nessuna intenzione di attendere – conclude il presidente Matteo Trevisan - che, assieme alle strade, il sindaco “asfalti” anche il commercio di questa città. E’ inutile che Variati dichiari che le istanze del commercio vengono prese in considerazione. Su questo parlano i fatti: gli interventi eseguiti senza alcuna valutazione degli effetti sui negozi; le oltre mille firme di commercianti e clienti per chiederne la sospensione, che non hanno ricevuto il briciolo di una risposta; le osservazioni al P.U.M. presentate da Confcommercio Vicenza su cui è calato il totale silenzio. La tanto conclamata politica condivisa, amata dal sindaco Variati, è questa? O è solo fumo negli occhi, con il quale il sindaco vuole coprire l’improvvisazione delle sue scelte viabilistiche?”.

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