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martedì 31 luglio 2012

CONFCOMMERCIO VICENZA: ECCO PERCHE’ L’INIZIATIVA “LUCI DI NATALE 2012” NON SI FARA’
Le luminarie allestite l’anno scorso dal Comune sono state un flop. E con questa crisi le aziende hanno altre priorità: stipendi, affitti e fisco, tra cui il salasso Imu, prima di tutto. Ma non è detto che la città non si “vestirà a festa” per Natale
Comunicato del 31 luglio 2012

fonte: UFFICIO STAMPA CONFCOMMERCIO

Non ci sono soldi per le luminarie natalizie e la Confcommercio di Vicenza, che tradizionalmente promuove l’adesione dei commercianti del centro storico all’allestimento delle vie, dopo un primo tentativo andato a vuoto, non proseguirà con alcuna azione di coordinamento dell’iniziativa. “E’ una decisione che il consiglio del centro storico ha preso con rammarico – spiega Andrea Gallo, direttore della Confcommercio di Vicenza - ma non si poteva fare diversamente, visto che l’invito rivolto a tutti gli operatori a partecipare all’iniziativa ha raccolto un numero di adesioni molto lontano dalle 250 quote previste per coprire i costi per un allestimento adeguato alla città”.
“E’ vero – continua il Direttore, motivando la decisione - la crisi incombe e per alcuni commercianti le luci di Natale sono, in questo momento, un problema secondario e lontano. Ma la verità è anche un’altra e su questo punto, non possiamo certo biasimare i commercianti del centro storico. Mi spiego: per l’allestimento dello scorso anno gli operatori del centro hanno speso 14 mila euro, ma tutti abbiamo visto il risultato assolutamente deludente. Già prima di Natale scorso, molti commercianti ci avevano anticipato che, visto l’effetto d’insieme insoddisfacente, non avrebbero versato più un euro per gli allestimenti natalizi. Ed è questo che si sta verificando, ma questo non significa che nel frattempo altre iniziative non possano essere organizzate per creare, al di là di tutte le difficoltà, un clima natalizio di festa”.      
Lo scorso anno l’allestimento era stato scelto e fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale con l’intento di creare a Vicenza, come sosteneva qualcuno alla vigilia, l’effetto Champs-Élysées. Alla fine vennero installati 80 “alberelli luminosi”, sparsi per il centro storico, costati la bellezza di 502 euro ciascuno, che lungi dall’illuminare a festa Vicenza,  erano stati anche protagonisti di non pochi problemi di sicurezza.
 “Stupiscono, quindi – puntualizza il direttore della Confcommercio di Vicenza -, le affermazioni dell’assessore al Turismo Massimo Pecori , che improvvidamente attribuisce a non meglio precisati “problemi interni all’Ascom” la decisione di non farsi carico della realizzazione delle luci di Natale. Se problemi interni possono esserci, infatti – continua Gallo -, non sono certo in Associazione, semmai nella macchina comunale, che non ha certo dato buona prova di sé in occasione delle scorse Festività”. 
Ma se quanto accaduto l’anno scorso ha certamente contribuito a raffreddare gli entusiasmi di tanti commercianti per le luminarie natalizie, la principale causa dello stop all’iniziativa è certamente economica. Spiega il presidente della Sezione 1 Centro Storico Matteo Trevisan: “Da aprile le vendite sono andate in caduta libera un po’ per tutti e anche i saldi, che in questo periodo garantiscono almeno un po’ di liquidità, sono partiti male. Ovvio che di fronte ad una situazione così critica si danno priorità ad altre spese: gli stipendi del personale, prima di tutto, poi gli ci sono affitti, il pagamento dei fornitori, senza contare che chi è proprietario del locale commerciale in cui esercita l’attività deve fare fronte al salasso dell’Imu. In una situazione così, la maggior parte degli operatori ha evidentemente preferito non pensare, per ora, alle luci di Natale. Ma credo che in tanti casi questa decisione potrebbe rientrare: coordinandosi per via c’è, ovviamente, più libertà nel scegliere le luminarie in base al budget raccolto. Non a caso, come Confcommercio, abbiamo dato a tutti i referenti di via la disponibilità a fornire tutta la nostra assistenza organizzativa”.
Va detto, tra l’altro, che in tutte le altre province del Veneto, comprese città ben più turistiche della nostra come Venezia e Verona, l’allestimento delle luci di Natale non è coordinato dalla Confcommercio: quando non vi provvedono direttamente i Comuni, sono gli stessi esercenti dei negozi e pubblici esercizi delle varie vie e  piazze che si mettono d’accordo sugli addobbi. Da quest’anno, dunque, accadrà lo stesso anche a Vicenza: “Il fatto che la nostra iniziativa di coordinamento sia stata annullata – spiega Trevisan - non significa che per Natale Vicenza resterà “al buio”, ma solo che non si è riusciti a raggiungere il numero minimo di partecipanti per allestire lo steso tipo di addobbi in una vasta area del centro storico”. Trevisan riepiloga poi come si giunti a questa decisione, “che certo non ci fa piacere - anche in considerazione della mostra in Basilica che vedrà i riflettori accessi sulla città - ma della quale dobbiamo pur prendere atto. Come ogni anno – spiega -, con largo anticipo inviamo a tutti i soci della Sezione territoriale 1 Centro Storico la richiesta di adesione alle luminarie; quindi attiviamo i vari referenti di via che, spendendo il loro tempo, si mettono a disposizione dei colleghi per un primo coordinamento. La scadenza per partecipare all’iniziativa era fissata al 21 luglio, ma a quella data le adesioni arrivate sono state appena 30 su 250. La distanza tra l’obiettivo prefissato e quanto raccolto, nonché i segnali che ci arrivavano dai vari colleghi interpellati per conoscere le loro intenzioni, ci hanno convinto che non era il caso di procedere oltre. Ma, come già detto, i nostri uffici sono a disposizione: già l’anno scorso, ad esempio, le zone di corso Fogazzaro e San Marco, che avevano deciso di non partecipare all’iniziativa degli “alberelli” e si sono coordinate da sole per gli allestimenti, anche con il nostro supporto. E così avviene regolarmente in tanti quartieri di Vicenza, come nei vari comuni della provincia. L’Associazione non ha mai fatto mancare il proprio sostegno, ma di certo non ci sono, al momento, i margini per un’iniziativa coordinata che coinvolga tutta la città”.

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