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martedì 01 marzo 2011

“IL CONTAMESI” DEL 1. MARZO 2011
NESSUN VETO FERMI LE OPERE
ANTI ALLUVIONE
Comunicato del 1. marzo 2011

“Il Contamesi” di Confcommercio Vicenza  registra che nel Vicentino i cantieri sono attivi per l’esecuzione, da parte del Genio Civile, dei lavori di somma urgenza necessari alla sicurezza idrogeologica del territorio. Ma anche se le ruspe sono in movimento, non mancano le preoccupazioni sul tempo necessario - misurato dal contatore istituito dall’Associazione di via Faccio - per eseguire tutti gli interventi previsti dal “Piano delle azioni di mitigazione del rischio idraulico e geologico”, messo a punto dalla Regione.
A quattro mesi dall’alluvione e nonostante l’impegno di amministratori e tecnici, appare infatti sempre più improbabile un’immediata apertura dei cantieri per realizzare le opere principali e assolutamente necessarie ad evitare il ripetersi della calamità del 1° di novembre. Certo, si stanno risolvendo alcune criticità che interessano i principali corsi d’acqua della provincia, con interventi indispensabili, ad esempio, per quanto riguarda gli argini e gli assetti morfologici. Ma sulle casse di espansione, che sono poi il fulcro attorno al quale ruota la reale messa in sicurezza del territorio, rimangono ancora parecchie incognite.
Dal monitoraggio di Confcommercio risulta che solo nel caso della cassa di espansione sul Guà a Trissino i tempi di esecuzione sarebbero relativamente brevi: secondo alcune stime, infatti, i lavori potrebbero partire ad inizio del 2012.
Il che significa, però – e questo è l’aspetto più preoccupante - che il territorio provinciale affronterebbe la prossima primavera e soprattutto il prossimo autunno con le “armi spuntate” nel caso si verificasse ancora un evento eccezionale simile a quello di Ognissanti. “Fare presto e fare bene deve essere l’imperativo per quanto riguarda il Piano regionale delle opere – afferma il presidente di Confcommercio Vicenza Sergio Rebecca –: non possiamo farci imbrigliare dai tempi della burocrazia, né lasciare che interessi privati paralizzino l’esecuzione di interventi fondamentali per la comunità. Mi riferisco in particolare alla cassa di espansione di Caldogno, un’opera di cui si parla da vent’anni, di assoluta necessità e che non può assolutamente essere posticipata o bloccata ancora una volta dai veti di qualche proprietario di terreni. Giusto proporre subito, e garantire in futuro, un corretto indennizzo, ma poi la pubblica amministrazione deve tirare dritto nella realizzazione di questo intervento per il bene di tutti”.
Poi servono ovviamente anche le risorse per fare tutto questo, soldi che, si spera, arrivino quanto prima: a tale proposito è positivo il fatto che all’interno del maxiemendamento al Decreto Milleproroghe approvato in via definitiva dal Senato  sabato scorso abbia trovato posto un finanziamento di 30milioni di euro destinato alla Regione Veneto sia per il 2011 che per il 2012, per far fronte ai lavori del dopo alluvione.
E a proposito di fondi, c’è ancora incertezza sull’arrivo di un primo finanziamento necessario ad avviare i lavori di sistemazione di Ponte Pusterla a Vicenza, al punto che, dalle informazioni raccolte da Confcommercio, il Comune sta tenendo in standby altri  interventi (circa una decina) di ripristino del danno in strutture cittadine, per dirottare eventualmente proprio sui lavori di sistemazione del ponte le risorse disponibili.
“Non credo che una città patrimonio mondiale dell’umanità possa permettersi di avere ancora per lungo tempo un centro storico diviso in due – è il commento di Sergio Rebecca -. Oltre ai disagi creati ai cittadini e ai danni alle attività economiche, si rischierebbe anche di infierire un duro colpo all’immagine complessiva di Vicenza, determinata dalla difficoltà di accedere a tante vie e piazze situate nel cuore della città. Il sindaco Variati e il governatore Zaia stanno lavorando, a mio avviso, con una positiva unità d’intenti ed è lungimirante la scelta del Comune di procedere, nel frattempo, con la progettazione dell’intervento; ma, anche in questo caso, il mio appello non può che essere quello di  fare presto”.
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