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IL TAR DEL VENETO HA RESPINTO I RICORSI CONTRO I LIMITI ALLE APERTURE DOMENICALI

L’Ascom - Confcommercio Vicenza, scesa in giudizio a fianco dell’Amministrazione comunale, esprime soddisfazione: “Le motivazioni che respingono i ricorsi presentati dai due gruppi della grande distribuzione – dice il presidente Sergio Rebecca – confermano la nostra tesi e, a nostro parere, danno maggior forza a chi ritiene che il rilancio dei consumi possa anche prescindere da un’apertura indiscriminata dei negozi anche nei giorni festivi”.

Lo shopping domenicale come ricetta anticrisi e di sviluppo non passa e Confcommercio Vicenza esprime soddisfazione per le recenti sentenze del Tribunale Regionale del Veneto, con le quali sono stati respinti i ricorsi di Oviesse e Coin contro l’Amministrazione comunale di Vicenza, guidata dal sindaco Achille Variati, per le delibere relative alle aperture domenicali delle attività commerciali.
Confcommercio Vicenza, che da sempre difende il diritto dei negozianti e dei loro dipendenti al riposo domenicale e ritiene sufficienti le aperture festive stabilite dal legislatore, vale a dire 8 nel corso dell’anno più le domeniche del mese di dicembre (risultano, invece, 22 in tutto le aperture previste per i negozi di Vicenza situati nelle mura duecentesche, per i quali valgono le deroghe per le città d’arte), ha infatti appreso con favore le decisioni dei giudici, in quanto le stesse avvalorano pienamente le tesi sostenute dall’associazione a difesa della pluralità di tutte le forme del commercio e per la salvaguardia dei centri storici e degli esercizi di vicinato.
“In sede di giudizio, Ascom- Confcommercio Vicenza – spiega il presidente dell’associazione, Sergio Rebecca – siamo intervenuti ad opponendum, affiancando con i nostri legali il Comune di Vicenza e sostenendo l’infondatezza dei ricorsi presentati. Abbiamo, infatti, ritenuto indispensabile affrontare la questione in modo diretto in quanto la decisione che i giudici erano chiamati a sentenziare rappresentava una fase importante in tema di chiusure festive delle attività commerciali. Le motivazioni che respingono i ricorsi presentati dai due gruppi della grande distribuzione non solo confermano le nostre tesi ma, a nostro parere, danno maggior forza a chi ritiene che il rilancio dei consumi possa anche prescindere da un’apertura indiscriminata dei negozi nei giorni festivi”.

Nella sostanza le sentenze affermano la legittimità di stabilire limiti massimi alle domeniche o festività di deroga dall’obbligo di chiusura dei negozi e confermano che deroghe specifiche possono essere previste anche per aree ristrette del territorio comunale ricomprese nella cosiddetta “città d’arte”.
Le parti ricorrenti, infatti, contestavano la validità degli atti per violazione dei principi della concorrenza e del libero mercato ma, come detto, il Tribunale regionale ha sentenziato ancora una volta il diritto dei comuni di salvaguardare i propri centri storici e di regolamentare il riposo domenicale degli esercizi commerciali.
“Appare in primo luogo riduttivo – si legge nella sentenza della Terza sezione del Tar del Veneto, n.00689/2009 Reg. Ric., depositata il 23 dicembre scorso – ricondurre la vigente disciplina del commercio alla sola finalità di tutelare la libertà delle imprese e la concorrenza; un tale obiettivo, in un’ottica di sostanziale deregolamentazione del settore, avrebbe quale esito estremo il rafforzamento sul mercato di quelle di maggiori dimensioni a discapito proprio di un mercato concorrenziale”. E ancora, la sentenza evidenzia come le norme sugli orari e sulle giornate di apertura degli esercizi commerciali debbano essere lette alla luce del contemperamento operato dal legislatore tra la pluralità degli interessi evidenziati, che, nella sostanza si traducono nel sostenere il commercio in tutte le sue forme. “E’ necessario considerare che, – scrivono ancora i giudici – in ragione dei rilevanti effetti di carattere urbanistico e sociale che derivano dalla presenza o meno di esercizi commerciali sul territorio, la predetta disciplina mira ad una regolamentazione finalizzata a contemperare i principi e i valori della concorrenza con la salvaguardia delle aree urbane, dei centri storici, della pluralità tra diverse tipologie delle strutture commerciali e della funzione sociale svolta dai servizi commerciali di prossimità”.
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