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mercoledì 30 novembre 2005

OPERATORI DEL BENESSERE, PRONTA LA LEGGE REGIONALE

Per gli operatori del benessere che operano in Veneto è oramai prossimo un riconoscimento giuridico della propria professionalità. Nei prossimi giorni, infatti, probabilmente già il 15 di dicembre, il Consiglio Regionale del Veneto dovrebbe approvare definitivamente la Legge 11 “Interventi per la formazione degli operatori di discipline Bio-naturali”, che istituisce un apposito registro degli operatori la cui iscrizione è subordinata ad un preciso percorso formativo.
Ad annunciare quella che si può definire un’autentica rivoluzione per il settore, almeno nella nostra regione, è stato il consigliere regionale Daniele Stival, presidente della VI Commissione formazione professionale, partecipando al convegno “La figura e la formazione degli operatori delle discipline bio-naturali” che si è tenuto ieri (29 novembre) nella sede della Confcommercio di Vicenza. Ad organizzare l’incontro, l’Associazione Regionale Operatori Discipline del Benessere-Confcommercio (Aodb), che dalla sua nascita, nel 2002, ha fortemente voluto questa legge per regolamentare un settore fortemente penalizzato dal vuoto normativo attualmente esistente a livello nazionale.
“Basta guardarsi attorno per capire quale attenzione c’è oggi per figure come, solo per fare qualche esempio, operatori shiatsu, fitoterapisti, pranoterapeuti, naturopati, massaggiatori – ha esordito, nella sua relazione introduttiva, Rino Filippin, presidente dell’Aodb –. Ma tutti noi viviamo la contraddizione tra il successo di queste discipline e la difficoltà di un riconoscimento ufficiale di tutti coloro che operano con professionalità nel settore. Ora, con questa legge, si compie un primo passo nella giusta direzione. Chiaro che non accontenta da subito tutti, ma introduce una normativa che dà garanzia agli operatori e ai clienti”.
Ad illustrare i contenuti della legge è stato Daniele Stival, il quale non ha mancato di sottolineare le difficoltà che hanno caratterizzato la stesura del provvedimento. “La Regione – ha detto - non può istituire nuove figure professionali, né tantomeno intervenire normativamente in materia sanitaria. Ecco perché in Veneto, pur avendo presentato ancora nel 2002 un disegno di legge in materia., non si è mai arrivati all’approvazione di una legge. Altre regioni lo hanno fatto, è vero, ma poi hanno visto cancellati questi tentativi proprio per i contrasti con lo Stato centrale”.
Una sorte che non dovrebbe toccare, proprio per la sua struttura, al provvedimento di prossima approvazione. Il progetto di legge 11 stabilisce infatti espressamente che le attività bionaturali non sono in alcun modo riconducibili alle attività di prevenzione, cura e riabilitazione della salute fisica e psichica della popolazione. Inoltre, puntualizza che sia la Regione ad individuare, tramite un Comitato di coordinamento delle discipline bionaturali. definendo un apposito elenco, le attività volte al miglioramento della qualità della vita ed, in ultima analisi, al raggiungimento di un maggior equilibrio psicofisico attraverso il recupero delle naturali risorse vitali della persona.
Il progetto di legge prevede, come si diceva, anche l’istituzione di un apposito registro degli operatori delle attività bio-naturali, registro al quale potranno iscriversi soltanto coloro che avranno frequentato e portato a termine i corsi di formazione previsti, che garantiranno il rilascio di un attestato di qualifica. In sostanza, l’iscrizione al registro sarà per i clienti una garanzia della professionalità dell’operatore.
A tal fine un Comitato di coordinamento regionale per le discipline bionaturali, istituito con la nuova norma, tra gli altri compiti avrà il potere di quantificare i crediti formativi da riconoscere a chi già opera nel settore e di prevedere misure compensative nei casi in cui i crediti formativi pregressi risultino insufficienti rispetto ai contenuti della formazione previsti dalla Legge.
Per il presidente Rino Filippin, il convegno è stato anche l’occasione per ricordare le finalità dell’Associazione Regionale degli Operatori del Benessere – Confcommercio. “Innanzitutto - ha affermato - proprio il raggiungimento del riconoscimento giuridico degli operatori delle discipline del benessere, quindi la definizione degli adempimenti fiscali, previdenziali, amministrativi e di quanto serve al corretto svolgimento dell’attività, nonché l’assistenza legale degli aderenti e dei settori rappresentati. Su questi temi l’associazione ha già attivato appositi servizi di assistenza e di consulenza, mirati ad esempio alla tutela assicurativa (è stata stipulata una convenzione con una primaria società di assicurazioni, al fine di proporre una polizza di Responsabilità Civile Professionale) e alla tutela legale.
In questo senso un apposito “gruppo di studio” sta realizzando un vademecum contenente gli adempimenti indispensabili per la tutela del regolare svolgimento delle cosiddette discipline del benessere, mentre tutti gli operatori aderenti all’associazione hanno il dovere di rispettare un Codice Deontologico che contiene importanti norme comuni di comportamento.

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